Lavorare é un diritto

Succede spesso che ci troviamo ad aiutare i nostri ospiti a cercare un lavoro. 
Dopo lunghe ricerche, un lavoro lo trovano e vengono anche pagati, con pochi soldi, sporchi, maledetti e non subito. 
Maledetti perché ci vuole fatica, ma sarebbe meglio dire "benedetti". Il lavoro è sempre speranza, dai che ce la faccio, un pezzettino per volta. 
Non subito, perché prima c'é il colloquio, poi c'é la prova, poi lo stage, poi la fine del mese e poi finalmente arriva qualche soldo. Non subito. 
Ma soprattutto "sporchi" perché l'ottanta per cento di ciò che ricevono, é in nero. In nero, non perché siano stranieri o almeno non solo. In nero perché é una abitudine, un costume, una mania, un disturbo della personalità dell'imprenditore fasullo. E' l'idea che io campo sulle tue spalle, caro ragazzo. Ed é una regola che vale per tutti, soprattutto giovani, soprattutto figli, soprattutto laureati. 

Perciò ci siamo stufati e abbiamo aperto un tavolo per denunciare il lavoro nero. Stiamo cercando il modo migliore per farlo, che non danneggi i nostri ospiti o i nostri figli, che valorizzi le esperienze esistenti di chi vuole fare la stessa cosa. 

Tra le varie idee geniali, abbiamo trovato questa: STRAJOB. 

Una app contro il lavoro nero (e non solo). 

«Tuteliamo i diritti con uno smartphone»
La Cisl Lombardia lancia «Strajob», scaricabile su Android: registra presenze o orario di lavoro.

Potete leggere alcuni articoli ai seguenti link: 

Se avete altre idee scriveteci. Potremo condividerle su questa pagina.


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